LIQUIDAZIONE ONORARI AVVOCATO – PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE – Cassazione civile, Seconda Sezione Civile, Ordinanza n. 6321/22 del 25.02.22

LIQUIDAZIONE ONORARI AVVOCATO – PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE

Cassazione civile, Seconda Sezione Civile, Ordinanza n. 6321/22 del 25.02.22

In tema di procedimento speciale di liquidazione di onorari avvocato per prestazioni civili ex art. 14 d.lgs. n. 150 del 2011, qualora sia proposta una domanda (riconvenzionale, di compensazione o di accertamento incidentale) che amplii l’oggetto del giudizio, senza esorbitare dalla competenza del giudice adito, e che, prestandosi ad un’istruzione sommaria, sia trattata con il procedimento di cui all’art. 702-bis c.p.c., la relativa decisione deve essere impugnata con l’appello ai sensi dell’art. 702-quater c.p.c. e non con il ricorso immediato per cassazione, essendo quest’ultimo limitato alle sole controversie rientranti nella previsione del menzionato art. 14 e, dunque, a quelle di condanna del cliente al pagamento delle spettanze giudiziali di avvocato, già previste dall’art. 28, l. n. 794 del 1942.

Ordinanza Corte di Cassazione

VIOLAZIONE DELLA BIGENITORIALITÀ – OSTACOLO AI RAPPORTI CON IL FIGLIO – ALLONTANAMENTO DEL MINORE – Cassazione civile, Prima Sezione Civile, Ordinanza n. 9691/22 del 24.03.22

VIOLAZIONE DELLA BIGENITORIALITÀ – OSTACOLO AI RAPPORTI CON IL FIGLIO – ALLONTANAMENTO DEL MINORE

Cassazione civile, Prima Sezione Civile, Ordinanza n. 9691/22 del 24.03.22

La violazione del diritto alla bigenitorialità da parte del genitore che ostacoli i rapporti del figlio con l’altro genitore, e la conseguente necessità di garantire l’attuazione di tale diritto, non impongono necessariamente la pronuncia di decadenza del genitore malevolo dalla responsabilità genitoriale e l’allontanamento del minore dalla sua residenza, quali misure estreme che recidono ineluttabilmente ogni rapporto, giuridico, morale ed affettivo con il figlio, essendo necessaria la verifica, nell’interesse del minore, della possibilità che tale rimedio incontri, nel caso concreto, un limite nell’esigenza di evitare un trauma, anche irreparabile, allo sviluppo fisico-cognitivo del figlio, in conseguenza della improvvisa e radicale esclusione di ogni relazione con il genitore con il quale ha sempre vissuto, coltivando i propri interessi di bambino, e della correlata lacerazione di ogni consuetudine di vita.

Ordinanza Corte di Cassazione

 

 

CONVIVENZA MORE UXORIO: RIPETIZIONE SPESE – Cassazione civile, Seconda Sezione Civile, Sentenza n. 5806/22 del 16.02.22

CONVIVENZA MORE UXORIO: RIPETIZIONE SPESE

Cassazione civile, Seconda Sezione Civile, Sentenza n. 5806/22 del 16.02.22

In favore del convivente “more uxorio” che abbia realizzato a sue spese opere sull’immobile di proprietà del partner e che, cessata la convivenza, pretenda di essere indennizzato per le spese sostenute ed il lavoro compiuto, trova applicazione non l’art. 936 c.c., che ha riguardo solo all’autore delle opere che non abbia con il proprietario del fondo alcun rapporto giuridico di natura reale o personale che gli attribuisca la facoltà di costruire sul suolo, bensì la disposizione di cui all’art. 2041 c.c. sull’arricchimento senza causa, purché si accerti, tenuto conto dell’entità delle opere in base alle condizioni personali e patrimoniali dei partners, che le spese erano state sostenute ed il lavoro era stato compiuto senza spirito di liberalità, in vista di un progetto di vita comune, e che, realizzando quelle opere, il convivente non aveva intenzione di adempiere ad alcuna obbligazione naturale.

Sentenza Corte di Cassazione

DEPOSITO TELEMATICO OBBLIGATORIO E FACOLTATIVO – Cassazione civile, Sezioni Unite Civili, Sentenza n. 7877/22 del 10.03.22

DEPOSITO TELEMATICO OBBLIGATORIO E FACOLTATIVO

Cassazione civile, Sezioni Unite Civili, Sentenza n. 7877/22 del 10.03.22

In tema di estinzione del processo esecutivo, il reclamo di cui all’art. 630, comma 3, c.p.c.  non è atto endoprocessuale e, pertanto, non è soggetto alla disciplina del deposito telematico obbligatorio di cui all’art.16-bis, comma 1, del d.l. n. 179 del 2012, conv. con modif., dalla l. n. 221 del 2012.

Sentenza Corte di Cassazione

SOTTOTETTO DI UN EDIFICIO E USUCAPIONE – Cassazione civile, Seconda Sezione civile, Ordinanza n. 6114/22 del 24.02.22

SOTTOTETTO DI UN EDIFICIO E USUCAPIONE

Cassazione civile, Seconda Sezione civile, Ordinanza n. 6114/22 del 24.02.22

Il sottotetto di un edificio che assolva all’esclusiva funzione di isolare i vani dell’alloggio ad esso sottostanti, si pone con essi in rapporto di dipendenza e protezione, così da non poter esserne separato senza che si verifichi l’alterazione del rapporto di complementarietà dell’insieme, con la conseguenza che, non potendo essere utilizzato separatamente dall’alloggio sottostante cui accede, non è configurabile il possesso “ad usucapionem” dello stesso da parte del proprietario di altra unità immobiliare

Ordinanza Corte di Cassazione

ACCORDO NEGOZIALE SUL MANTENIMENTO DEI FIGLI NATI FUORI DAL MATRIMONIO – Cassazione civile, Prima Sezione civile, Ordinanza n. 663/22 del 11.01.22

ACCORDO NEGOZIALE SUL MANTENIMENTO DEI FIGLI NATI FUORI DAL MATRIMONIO

Cassazione civile, Prima Sezione civile, Ordinanza n. 663/22 del 11.01.22

In tema di mantenimento dei figli nati da genitori non coniugati, alla luce del disposto di cui all’art.337 ter quarto comma c.c., anche un accordo negoziale intervenuto tra i genitori non coniugati e non conviventi, al fine di disciplinare le modalità di contribuzione degli stessi ai bisogni e necessità dei figli, è riconosciuto valido come espressione dell’autonomia privata e pienamente lecito nella materia, non essendovi necessità di un’omologazione o controllo giudiziale preventivo; tuttavia, avendo tale accordo ad oggetto l’adempimento di un obbligo ex lege, l’autonomia contrattuale delle parti assolve allo scopo solo di regolare le concrete modalità di adempimento di una prestazione comunque dovuta ed incontra un limite, sotto il profilo della perdurante e definitiva vincolatività fra le parti del negozio concluso, nell’effettiva corrispondenza delle pattuizioni in esso contenute all’interesse morale e materiale della prole.

Ordinanza Corte di Cassazione

CONSERVAZIONE DEL COGNOME DEL MARITO AGGIUNTO AL PROPRIO – Cassazione civile, Sesta Sezione civile, Ordinanza n. 654/22 del 09.01.22

CONSERVAZIONE DEL COGNOME DEL MARITO AGGIUNTO AL PROPRIO

Cassazione civile, Sesta Sezione civile, Ordinanza n. 654/22 del 09.01.22

Ai sensi dell’articolo 143 bis c.c. l’aggiunta del cognome maritale è un effetto del matrimonio circoscritto temporalmente alla perduranza del rapporto di coniugio. L’eccezionale deroga alla perdita del cognome maritale è discrezionale e richiede la ricorrenza del presupposto dell’interesse meritevole di tutela dell’ex coniuge, come è dato inferire dalla disciplina dettata dalla L. n. 898 del 1970, articolo 5, comma 3, in tema di divorzio.

Ordinanza Corte di Cassazione

CTU E ACCERTAMENTO DI FATTI DIVERSI DA QUELLI DEDOTTI DALLE PARTI – Cassazione civile, Sezioni Unite, Sentenza n. 3086/22 del 01.02.22

CTU E ACCERTAMENTO DI FATTI DIVERSI DA QUELLI DEDOTTI DALLE PARTI

Cassazione civile, Sezioni Unite, Sentenza n. 3086/22 del 01.02.22

L’accertamento di fatti diversi dai fatti principali dedotti dalle parti a fondamento della domanda o delle eccezioni e salvo, quanto a queste ultime, che non si tratti di fatti principali rilevabili d’ufficio, o l’acquisizione nei predetti limiti di documenti che il consulente accerti o acquisisca al fine di rispondere ai quesiti sottopostigli in violazione del contraddittorio delle parti, è fonte di nullità relativa rilevabile ad iniziativa di parte nella prima difesa o istanza successiva all’atto viziato o alla notizia di esso.

L’accertamento di fatti principali diversi da quelli dedotti dalle parti a fondamento della domanda o delle eccezioni e salvo, quanto a queste ultime, che non si tratti di fatti principali rilevabili d’ufficio, che il consulente accerti nel rispondere ai quesiti sottopostigli dal giudice, viola il principio della domanda ed il principio dispositivo ed è fonte di nullità assoluta rilevabile d’ufficio o, in difetto, è motivo di impugnazione ex art. 161 c.p.c..

Sentenza Corte di Cassazione

DECORRENZA DELL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO DAL DEPOSITO – Cassazione civile, Sezione Terza, Sentenza n. 41232/21 del 22.11.21

DECORRENZA DELL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO DAL DEPOSITO

Cassazione civile, Sezione Terza, Sentenza n. 41232/21 del 22.11.21

A meno di univoci elementi sulla sussistenza di una diversa volontà delle parti o di apposite nuove o diverse previsioni sul punto specifico nel provvedimento di omologa, la decorrenza dell’assegno di mantenimento va normalmente ancorata al momento del deposito, se non altro in applicazione del principio generale per il quale “quod sine die debetur statim debetur” ed in conformità  alla regola di comune esperienza per la quale il complessivo assetto di interessi oggetto del ricorso congiunto può presumersi riferito al tempo e al contesto in cui esso è formato e soprattutto depositato, in quel momento diventando definitiva la manifestazione di volontà dei ricorrenti e così la loro valutazione di rispondenza degli accordi esposti ai loro interessi, beninteso ove non sia diversamente ma univocamente indicato da chi l’atto ha formato.

Sentenza Corte di Cassazione

 

NULLITA’ DELLA CITAZIONE PER VIZI DELLA VOCATIO IN IUS – Cassazione civile, Sezioni Unite, Sentenza n. 2258/22 del 31.01.22

NULLITA’ DELLA CITAZIONE PER VIZI DELLA VOCATIO IN IUS

Cassazione civile, Sezioni Unite, Sentenza n. 2258/22 del 31.01.22

Allorché come motivo di appello venga dedotta la nullità della citazione di primo grado per vizi della “vocatio in ius” (nella specie, per inosservanza dei termini a comparire), in assenza di costituzione del convenuto e di rilievo d’ufficio della nullità ex art. 164 c.p.c., il giudice di appello, non ricorrendo una ipotesi di rimessione della causa al primo giudice, deve ordinare, in quanto possibile, la rinnovazione degli atti compiuti in primo grado, potendo tuttavia il contumace chiedere di essere rimesso in termini per compiere attività ormai precluse a norma dell’art. 294 c.p.c. , se dimostra che la nullità della citazione gli ha impedito di avere conoscenza del processo.

Sentenza Corte di Cassazione